Diario di viaggio 8: Hanami 2015

Si è concluso da poco l'Hanami 2015, l'ottavo viaggio in Giappone organizzato da AnimeClick.it in collaborazione con l'agenzia di viaggi Miki Travel. Come da tradizione vi lasciamo subito al reportage, chissà che non invogli qualcuno di voi a farci compagnia in uno dei prossimi viaggi! ;-)
8.jpg
Venerdì 27 marzo L'incontro è fissato all'aeroporto internazionale di Roma Fiumicino, al quale i 12 partecipanti giungono da diverse parti d'Italia, da Verona fino ad Ancona, più uno addirittura da Parigi. Dopo le presentazioni di rito, certi che i pasti sull'aereo saranno diversamente deliziosi, andiamo a mangiare qualcosa all'esoso ristorante self-service dell'aeroporto, facendo buon viso a cattivo gioco: il nostro volo infatti è l'unico di tutta la giornata ad essere in ritardo, per di più in ritardo di ben 40 minuti... Ed è così che con la pancia piena ci apprestiamo a compiere un volo che ci porterà direttamente in Giappone! Sabato 28 marzo 12 ore passano molto lentamente, soprattutto se non riesci a dormire. Grande delusione per la mancanza di una presa USB, sulla quale molti - me compreso - confidavano per poter guardare un po' di anime su smartphone o tablet. Per fortuna Alitalia offre una scelta molto ampia di film, quindi in qualche modo ce la caviamo. Finalmente il pilota annuncia l'imminente atterraggio: siamo arrivati! Dopo la solita infinita procedura per ottenere prima il visto turistico, poi il Japan Rail Pass, finalmente saliamo sullo shinkansen alla volta di Osaka. Subito capiamo di essere in primavera: i meravigliosi ciliegi in fiore sono dappertutto. Nonostante la stanchezza siamo in Giappone e ogni minuto è prezioso, quindi dopo una breve pausa in albergo per sistemarci, partiamo subito verso Namba il maggior quartiere commerciale della metropoli, per visitare uno dei due Mandarake della città, un enorme negozio dell'usato con 4 piani pieni di manga, artbooks, doujinshi, anime, cd e action figures a prezzi ridicoli. Qui ci raggiunge il mio amico e collega Naoki, che passerà la serata con noi. Col portafogli più leggero e lo zaino più pesante ci dirigiamo a Dotombori, e grazie all'aiuto di Naoki riusciamo a convincere un cameriere a farci entrare in un ottimo locale di takoyaki e okonomiyaki nonostante il nostro numero, assicurando che non importa se ci fa sedere in tre tavoli separati. Ovviamente è tutto buonissimo :-)  
Domenica 29 marzo L'albergo è 10 minuti scarsi dalla fermata della metropolitana, a sole 2 fermate dalla stazione dei treni di Shin-Osaka. Questa è un'ottima cosa, perché durante questi giorni la useremo molto spesso. Oggi tocca alla prima visita all'antica città di Kyoto, che era capitale del Giappone prima che venisse spostata a Tokyo. Il programma è quello di visitare 4 dei maggiori templi della città, raggiungiamo quindi in autobus il primo, il famoso tempio d'oro Kinkaku-ji. Nonostante l'assenza di Solaris, purtroppo veniamo ugualmente colpiti dalla maledizione del tempio, infatti la leggera pioggerella che ci aveva accompagnato durante il viaggio in bus si trasforma in acquazzone proprio mentre entriamo nel giardino del tempio. Lo spettacolo è comunque magnifico, e il tempio ricoperto da sottili lamine d'oro puro riesce a risplendere nonostante la pioggia. Il tempio successivo è il Ryoan-ji, famoso per il giardino zen in cui 15 rocce sono state disposte in modo armonico secondo le regole estetiche dell'arte suiseiki. Le rocce sono posizionate in modo che da qualsiasi parte le si guardi sia possibile vederne solo 14, e solo raggiungendo l'illuminazione sarà possibile vederle tutt'e 15 contemporaneamente.
  ]
Dopo una breve pausa con soba calda e tempura, entriamo nel complesso del tempio Ninna-ji, composto da diversi edifici, una pagoda a cinque piani e vari giardini, compreso uno tipico in stile zen. Dopo la visita dei vari edifici, in particolare di quello conosciuto come Omuro Imperial Palace, raggiungiamo una piccola linea ferroviaria privata che ci trasporta fino al quarto e ultimo tempio della giornata, il Tenryu-ji, ad Arashiyama. Purtroppo il tempo è tiranno e i templi in Giappone chiudono sempre abbastanza presto, solitamente tra le 17:30 e le 18:00. Riusciamo tuttavia a visitare, anche se un po' di fretta, sia l'interno dell'edificio che i giardini, composti da una parte da un giardino zen in ghiaia, dall'altra da un grosso parco che circonda un laghetto pieno di carpe koi. Quest'ultimo giardino, come molti altri in Giappone, è strutturato come un orto botanico. Infatti vi sono numerosissime piante tutte diverse una dall'altra, con un cartello che ne indica il nome, peccato che molti siano scritti solo in giapponese... La giornata si conclude infine con un giro nella foresta di bambù.   Lunedì 30 marzo Oggi ci alziamo abbastanza presto, infatti lo Shinkansen ci attende per andare a Hiroshima. Dopo un'ora e mezza di viaggio in cui copriamo i 330km di distanza tra le due città e un breve tragitto in autobus, giungiamo al famoso Memorial Park completamente invaso da alberi di ciliegio in fiore. Purtroppo l'A-Bomb Dome è in ristrutturazione, ma ci consoliamo ammirando i vari monumenti alla memoria che, assieme ai ciliegi in fiore, ci accompagnano fino al Peace Museum. Anche questo purtroppo è in semi-ristrutturazione e ne è aperta solo una parte, quindi il giro all'interno si rivela meno lungo del previsto. Nel frattempo, essendo giunta ora di pranzo, il Memorial Park si è popolato di centinaia di famiglie di giapponesi che come da perfetta tradizione iniziano a banchettare sotto i ciliegi, ammirandone la perfetta fioritura. E' giunto il momento di mettersi di nuovo in moto, ed eccoci di nuovo sul treno che ci porta fino al molo da dove partono i traghetti per l'isola di Miyajima. Miyajima è un'isola sacra, abitata da poche persone e da moltissimi e famelici cervi che vi si avvicinano per cercare di mangiare qualsiasi cosa abbiate in mano, a prescindere dall'effettiva commestibilità. L'isola ospita il celebre santuario shintoista Itsukushima Jinja, poggiato su palafitte in acqua e famoso per l'enorme torii rosso costruito in mare, che si può raggiungere a piedi esclusivamente quando c'è bassa marea. La folla di turisti è immensa, così il gruppo si divide in modo che ognuno riesca a mangiare qualcosa e a vedere quello che più gli aggrada. Oltre al santuario infatti è presente un tempio buddista, una bella pagoda rossa a cinque piani con vista sul mare, un acquario e una via commerciale traboccante di ristoranti e negozi di dolci tipici, sculture di legno intagliato e souvenir di ogni tipo.   Martedì 31 marzo La tappa di oggi è Nara, l'antica capitale del Giappone (dal 710 al 794), che raggiungiamo col solito efficientissimo Shinkansen. Anche qui come a Miyajima i cervi sono onnipresenti, anche se tendono ad "aggredire" meno le persone. I più furbi stazionano direttamente nei pressi dei venditori di biscotti per cervi e si avventano sugli ignari turisti che osano comprarne una confezione. Dopo una passeggiata nell'immenso parco di Nara giungiamo al bel tempio shintoista Kasuga Jinja, ma l'ingresso eccessivamente caro (ben 1000 yen) ci fa desistere dall'entrare. In compenso, come dei bravi stalker, fotografiamo qualsiasi sacerdote e miko ci passi davanti! Dopo una pausa al tempio secondario Todai-ji Nigatsudo, dalla cui terrazza ammiriamo un panorama splendido, arriviamo al principale tempio buddista di Nara: il Todai-ji. Questo tempio è enorme ed altissimo, contiene infatti 5 statue gigantesche, tra cui un Buddha alto ben 16 metri. L'edificio, sebbene sia una ricostruzione del 1709 più piccola del 30% rispetto all'originale (costruito tra il 743 e il 752), è comunque l'edificio in legno più grande del mondo.
  Dopo esserci rifocillati con crocchette di carne ad asporto e ciambelle di Mister Donut, siamo pronti a tornare a Kyoto per visitare il Fushimi Inari, tempio shintoista famoso per il percorso di 4 km sotto centinaia di torii rossi, che si inerpica su per una collina. Quest'anno il gruppo è composto solo da coraggiosi, che iniziano senza timore la scalata e la portano a termine con successo!
Mercoledì 1 aprile Continuiamo con le gite nei dintorni di Osaka, stavolta è il turno di Himeji, dove ci attende il caro amico Takeshi, che oggi ci farà da guida. Himeji è famosa per la presenza di un importantissimo castello tradizionale giapponese, che è rimasto chiuso per molti anni per ristrutturazione. Ma questo viaggio è stato studiato proprio in modo da arrivare ad Himeji pochi giorni dopo la fine dei lavori, quindi i partecipanti del nostro viaggio organizzato sono tra i primi a poter ammirare il castello di Himeji in tutto il suo splendore. Nonostante la pioggia non ci facciamo scoraggiare, e riusciamo a visitare l'interno del castello, i giardini pieni di ciliegi in fiore e infine una parte delle mura del castello, dove sono presenti gli alloggi delle cortigiane. La tappa successiva è lo splendido Koko-en, un parco diviso in 9 diversi giardini in cui è presente anche una sala dove si può fare l'originale cerimonia del tè, e ovviamente alcuni dei partecipanti ne hanno approfittato! Dopo pranzo ci spostiamo in autobus fino a raggiungere una piccola funivia che con pochi yen ci porterà sul Monte Shosha. Qui è presente un complesso di numerosi templi buddisti, che decidiamo masochisticamente di raggiungere a piedi mentre Takeshi ci precede sul 4x4 guidato da un monaco! La pioggia è finita, e la conseguente umidità ha creato una fitta nebbia che rende tutto molto suggestivo e al contempo inquietante. Dopo aver superato decine di statue di Buddha immerse nella foresta, piccoli cimiteri e vari templi minori, purtroppo tutti chiusi o non accessibili al pubblico, raggiungiamo finalmente il Maniden, un bel tempio in legno costruito su enormi palafitte sul lato di una collina. Successivamente arriviamo al complesso di templi principale, il Mitsunodo, composto da tre diversi edifici costruiti ben 1000 anni fa. Proprio questi templi sono stati usati come location per girare molti film storici giapponesi, ma soprattutto alcune scene del film L'ultimo samurai.
Giovedì 2 aprile Oggi è l'ultimo giorno intero che trascorreremo nel Kansai, e ne approfittiamo per visitare per l'ultima volta Kyoto, sempre con Takeshi come guida. Arrivati a Kyoto Station, notiamo che ci sono circa 200 metri di coda di persone che attendono pazientemente di salire sull'autobus per raggiungere il tempio Ginkaku-ji: il tempo oggi è splendido, e mezzo Giappone ha deciso di andare nello stesso posto dove siamo diretti noi! Così decidiamo di salire su una linea alternativa, che ci mette più tempo per raggiungere il tempio ma almeno possiamo salire subito. Una volta scesi, dopo una breve passeggiata arriviamo al Ginkaku-ji, il tempio d'argento (anche se d'argento ha soltanto il nome!), che è una versione più sobria del Kinkaku-ji ma altrettanto bello, in particolare i giardini che lo circondano. Usciti dal tempio, imbocchiamo il cosiddetto sentiero del filosofo, una passeggiata lunga 2 km lungo un canale d'acqua limpida circondato sui due lati da un'ininterrotta fila di maestosi ciliegi in piena fioritura! Raggiungiamo quindi il tempio Nanzen-ji, dove veniva studiata la disciplina buddista dello zen. Proprio di fianco è piuttosto straniante ritrovarsi davanti a un acquedotto in stile antico romano perfettamente funzionante. Successivamente, dopo pranzo ci dirigiamo verso il Kiyomizudera, parte del quale purtroppo è "incappucciato" per alcuni lavori di restauro, ma riusciamo comunque a visitarne la grande terrazza con una vista mozzafiato sul bosco e su Kyoto dall'alto. Ma la giornata non è ancora finita! Arriviamo infatti al Maruyama Park, dov'è presente un enorme ciliegio simbolo di Kyoto. Durante l'hanami tutto il Giappone è in festa, ed è così che proprio al Maruyama Park ci imbattiamo in un matsuri con molte delle tipiche bancarelle che non possono mancare in ogni anime! Così tra una choco-banana e una mela caramellata giungiamo all'ultima tappa della giornata: Gion, il quartiere delle geisha. Ormai s'è fatto buio, le geisha iniziano a spostarsi di locale in locale e siamo così fortunati da incontrarne ben tre! Purtroppo l'ambiente buio e la folle velocità con cui camminano le artiste è una combo micidiale e nessuno riesce a fare una fotografia decente, ma alcuni fortunati riescono comunque a fare una breve ripresa di una di esse mentre sfugge ad un altro gruppo di italiani che, al grido "Una geisha!!", inizia a fare migliaia di fotografie come sulla passerella durante la Notte degli Oscar. Infine un bel piatto di curry rice conclude la nostra ultima giornata a Kyoto.   Venerdì 3 aprile È tempo di trasferirsi a Tokyo, ma il treno è verso ora di pranzo, quindi il gruppo si divide per fare le ultime visite a Osaka: alcuni si recano al Castello di Osaka, altri ne approfittano per riposarsi un po', altri ancora si recano nel quartiere dell'elettronica (una specie di mini Akihabara di Osaka) dove visitano una delle varie sedi dell'Animate. Ogni volta ci stupiamo di quanto le action figures costino poco rispetto ai prezzi italiani! Recuperate le valigie, dopo tre ore scarse di Shinkansen eccoci arrivati a Tokyo. Per fortuna il treno ferma a Shinagawa, proprio dove abbiamo l'hotel! In poco tempo quindi ci sistemiamo nelle camere, e siamo di nuovo pronti, stavolta in direzione di Shibuya! È venerdì sera, e si vede: la folla a Shibuya, uno dei quartieri più giovani di Tokyo, è immensa. Dopo aver fatto le foto di rito alla statua di Hachiko ci dirigiamo verso il Mandarake sotterraneo di Shinuya, la sede più piccola di Tokyo (ha un solo piano) ma comunque fornitissimo! È quasi ora di cena, così ci muoviamo subito per Odaiba, l'isola artificiale creata "rubando" un pezzo di mare nella Baia di Tokyo. Dopo il percorso sulla monorotaia con una splendida vista sulla baia e i grattacieli tutti illuminati, alcuni decidono di visitare il centro commerciale Aquacity, mentre gli altri proseguono per una delle classiche tappe di Tokyo: le Oedo Onsen Monogatari, delle terme che cercano di ricostruire (in verità in maniera abbastanza kitsch) un villaggio termale dell'epoca Edo, con tanto di bancarelle dove poter mangiare. Il tempo in acqua vola via velocissimo, quindi dopo esserci asciugati e rifocillati a dovere corriamo verso la mitica statua di Gundam che però purtroppo ha già le luci spente! L'enorme Gundam ha comunque il suo perché, così dopo qualche fotografia e una breve passeggiata in una Odaiba ormai deserta, torniamo in hotel.  Sabato 4 aprile Oggi è sabato e moltissimi abitanti di Tokyo si stanno preparando a festeggiare l'hanami come ogni anno, peccato che durante la notte ci sia stato un violento acquazzone... Quando arriviamo al parco di Ueno, capiamo subito che i piani sono andati storti a molte persone: le centinaia di teli blu stesi sotto i ciliegi sono fradici e ricoperti di petali rosa e fango, sotto gli occhi degli sconsolati giapponesi che così diligentemente li avevano posizionati la sera precedente per potersi assicurare un posto sotto gli alberi. Purtroppo sono cose che capitano, ma la delusione è palpabile nell'aria. Proseguiamo il nostro giro al parco di Ueno visitando un paio di piccoli templi e passeggiando sotto gli alberi di ciliegio che hanno perso buona parte dei loro petali. Arriviamo quindi ad Ameyoko, un mercatino tipico della zona, colmo di negozietti per lo più di cibo e vestiti. E' ancora abbastanza presto, e resistendo alla tentazione di entrare in un ramen-ya decidiamo di spostarci subito ad Asakusa per visitare il famoso tempio Senso-ji. Qui, oltre ai sempre presenti negozietti di souvenir e dolcetti vari, ci sono numerose bancarelle che vendono cibo di ogni tipo. Il gruppo si divide per mangiare e visitare il tempio e i negozi, dopodiché ci spostiamo ad Akihabara! La visione del quartiere dell'elettronica di Tokyo è sempre spettacolare: ovunque gli alti palazzi sono ricoperti di cartelloni raffiguranti personaggi di anime e manga e pubblicità di maid café, i marciapiedi brulicano di persone che entrano ed escono dalla miriade di negozi di manga, anime e action figures, sotto un portico è stato organizzato un evento-karaoke, e molte ragazze vestite da maid lasciano volantini pubblicitari per il loro locale: un vero paradiso per otaku! Il quartiere non è enorme, ma i negozi sono molti e soprattutto hanno molti piani, quindi il gruppo si divide in modo che i più nerd possano visitare i negozi che vogliono con calma, senza impedire ad altri di esplorare liberamente il quartiere. A fine giornata ovviamente alcuni partecipanti iniziano ad avere dei dubbi sulle proprie valigie: riusciranno a richiuderle??   Domenica 5 aprile La domenica mattina è un ottimo momento per visitare il Meiji Jingu, il tempio più importante di Tokyo assieme al Senso-ji visitato il giorno precedente. Dopo una passeggiata nel parco di Tokyo arriviamo al tempio, purtroppo c'è una leggera pioggerella che rovina un po' l'atmosfera, ma ci consoliamo assistendo al passaggio di una processione di sacerdoti e miko che stanno per iniziare il rito matrimoniale di una giovane coppia di sposini. Subito dopo è il turno di Takeshita-dori, la via commerciale più famosa di Harajuku, paradiso per gli appassionati delle mode più "strane" del Giappone, dal Visual Kei alle Gothic Lolita. Dopo aver girato la via ed esserci saziati con un paio di ottime crêpes, arriva il momento di raggiungere il Museo d'Arte Ghibli di Mitaka. I nostri biglietti permettono l'ingresso alle 14:00 ma noi siamo già in fila alle 13:30, per fortuna gli addetti decidono di anticipare l'entrata, così possiamo iniziare subito ad immergerci nel fantastico mondo immaginario di Miyazaki & Co. Nel giro di un paio d'ore riusciamo a visitare l'edificio da capo a piedi, compresa la visione di un bel cortometraggio riservato esclusivamente ai visitatori del Museo, e ovviamente la visita all'immancabile Ghibli Shop interno. Come ultima tappa oggi è prevista la visita del Nakano Broadway, la principale via commerciale dell'omonimo quartiere di Nakano, ricca di negozi, ristoranti e della più grande sede esistente del Mandarake
Lunedì 6 aprile Ci alziamo abbastanza presto per iniziare l'ultima gita di questo viaggio, stiamo andando infatti verso Kamakura ed Enoshima. Una volta giunti alla stazione centrale di Kamakura, un piccolo trenino che sembra più un tram ci porta ad Hase, paesino della prefettura di Kamakura dov'è situato il tempio di Kōtoku-in, famoso per la sua statua del Buddha gigante.
Verso ora di pranzo torniamo sul treno/tram, e con la vista sul mare pieno di surfisti raggiungiamo Enoshima, un'isoletta molto carina che è stata anche usata come ambientazione di alcuni anime: Tari Tari, Tsuritama e Ping Pong The Animation. Oggi siamo fortunatissimi: nonostante il meteo avesse previsto pioggia e nuvole, in verità c'è un tempo bellissimo pur senza fare eccessivamente caldo, il tempo ideale per visitare quest'isola! Il gruppo si divide per mangiare e girare l'isola come meglio crede, ma ogni tanto ci si ritrova durante il tragitto, dato che c'è una sola strada principale! Molto belli il giardino inglese e il faro sulla sommità della collina, così come i piccoli templi che si incontrano lungo la salita. Nei pressi del faro c'è anche un microscopico museo che raccoglie alcune foto d'epoca dell'isola. Un po' di delusione invece dopo la visita alle grotte, che sono state molto rimaneggiate internamente per motivi di sicurezza e di conseguenza risultano un po' troppo finte. I piatti tipici dell'isola? Calamaro alla piastra e ramen ai frutti di mare!
 
Martedì 7 aprile Oggi è il nostro ultimo giorno in Giappone ed è giornata libera per tutto il gruppo, il quale si divide per visitare luoghi diversi, ad esempio il Museo della katana e il parco di Il giardino delle parole di Makoto Shinkai a Shinjuku, e per fare gli ultimissimi acquisti nel nuovo Evangelion Store di Ikebukuro e nuovamente ad Akihabara.   Mercoledì 8 aprile Purtroppo il nostro viaggio si è concluso, di mattina ci aspetta infatti il limousine bus che ci porterà all'aeroporto internazionale di Narita, dove ci attendono altre 12 ore di volo in direzione Roma Fiumicino. Arrivederci al prossimo viaggio!