Fugu: tutti i modi per assaggiare il pesce più pericoloso che esista

 

Se siete amanti del brivido, vi piacciono le sfide e siete buongustai ecco la sfida culinaria che fa per voi! Il Fugu è un tipico pesce dei mari nipponici, conosciuto anche come pesce palla, ma noto soprattutto per la sua elevatissima pericolosità se non è maneggiato con le dovute precauzioni e in maniera corretta. Dentro agli organi del Fugu infatti è contenuta la tetradotossina, sostanza altamente tossica già in piccole quantità: è 100 volte più tossica rispetto al cianuro di potassio e 25 milligrammi (una piccola goccia) sono sufficienti ad uccidere una persona.  

Nonostante il suo potenziale mortale, il fugu è mangiato in Giappone da centinaia di anni. Inizialmente non si sapeva come preparare correttamente il pesce e quindi numerose erano le vittime. Per questo motivo, il consumo di fugu fu bandito dal 1570 al 1870. Al giorno d'oggi invece, si trova comunemente nei ristoranti e nei supermercati di tutto il paese, ma deve essere preparato da uno chef certificato ed autorizzato (che sa come estrarre il veleno da gonadi, pelle, fegato, intestino) ed è assolutamente proibito prepararlo in casa; inoltre la famiglia reale giapponese non può assolutamente mangiarlo (come dire, nel dubbio...).  

Sebbene questo pesce sia reperibile in tutto il paese, Shimonoseki, nella regione sud-occidentale dell'isola di Honshu, è considerata la capitale del Fugu. State però attenti: a seconda della zona dell'arcipelago, il Fugu assume nomi diversi. Ad esempio, nel Kyushu, si chiama "fuku", a Nagasaki è "ganba" e ad Osaka è "teppo" che significa "pistola", chiaro riferimento alla pericolosità del fugu. Ma la ricerca del brivido non è l'unica ragione per cui il pesce palla giapponese è così popolare: è molto amato per il suo sapore deciso, sottile e la sua particolare consistenza. Inoltre il fugu è anche povero di grassi e ricco di proteine. Il Fugu era originariamente un cibo destinato alle classi più abbienti, ma negli ultimi anni è diventato più abbordabile sebbene sia ancora piuttosto costoso. Se volete provarlo, ecco 10 piatti che hanno il Fugu come protagonista. Sashimi di fugu  

Conosciuto anche come "fugusashi" o "tessa", è uno dei modi più comuni per mangiare il pesce palla giapponese. Per preparare il piatto, il fugu è tagliato in fette sottilissime, molto più sottile rispetto al sashimi di altre specie di pesce. Le fette sono elegantemente disposte sul piatto in modo da assomigliare a un crisantemo. Il sashimi così impiattato è guarnito da fiori commestibili, germogli, agrumi, daikon e sudachi e servito con la salsa ponzu per esaltare il sapore del fugu crudo. Tecchiri  

Il Tecchiri, o fugu chirinabe, è il classico nabe giapponese che però usa il fugu come ingrediente principale. In questo caso è una specialità della regione del Kansai, in particolare della prefettura di Yamaguchi, che è vicina al Mar del Giappone, dove i pesci palla sono in abbondanza. Nel Tecchiri oltre al fugu troviamo tofu, funghi e altre verdure cotte nel brodo dashi e servite con la salsa ponzu. Il Fugu nabe è consigliato soprattutto a chi non ha mai assaggiato il pesce palla. Shirako di fugu  

Prelibatezza per i fan, ma sconvolgente per i neofiti: questo perché con il termine Shirako si indicano i genitali del pesce in cui sono contenuti gli spermatozoi. Oltre al fugu, lo shirako si può trovare di merluzzo, salmone e calamaro. Il fugu shirako è apprezzato per la sua cremosità eccezionale e il suo delicato sapore salmastro. I modi più comuni per mangiare il fugu shirako sono: crudo e condito con ponzu e wasabi, oppure cucinato nel nabe, oppure fritto in tempura. Karaage  

Il karaage per eccellenza è quello di pollo, in cui pezzi di carne sono marinati in un mix di sake, salsa di soia, sale, aglio e zenzero, quindi impanati con farina e amido di patate e fritti. Ma questa tecnica di preparazione è anche un modo molto comune per cucinare il pesce. Il Fugu karaage è molto saporito, con un cuore interno morbido e una crosta esterna croccante. I bocconcini fritti in genere vengono serviti con una fetta di lime e sale sudachi. Anche questo può essere un buon modo di approcciarsi al Fugu per i principianti. Sumibiyaki  

Sumi significa "carbone di legna" e con il termine giapponese sumibiyaki si indica qualunque piatto arrostito sopra la carbonella. Il Fugu così grigliato si impregna dell'affumicato, pur mantenendo una buona succosità della carne. Può essere servito così com'è oppure insaporito con salsa teriyaki. Fugu no Tataki  

Il Tataki è una tecnica di cottura giapponese in cui un pezzo di carne o pesce è grigliato in modo da scottare l'esterno mantenendo crudo l'interno. Viene quindi affettato in fette spesse e servito con vari condimenti, come il sudachi, il myoga (zenzero giapponese) e la salsa ponzu. Fugu Ojiya  

Il Fugu ojiya è una particolare varietà di zosui, una sorta di porridge di riso. Lo Zosui può essere preparato sia cuocendo il riso con acqua o dashi e aggiungendo successivamente gli altri ingredienti, sia aggiungendo il riso ad una pentola di nabe quando si avvicina la fine. Quest'ultima variante è un modo molto popolare per produrre un piatto estremamente saporito e nutriente, che riscalda ottimamente durante l'inverno. Shabu shabu di fugu  

Il fugu può essere usato come ingrediente nello shabu shabu in modo molto simile alla carne o alla verdura: fettine sottili di pesce sono immersi in una pentola di acqua bollente o di brodo dashi fino a cuocerli, quindi insaporiti con varie salse. Pelle di Fugu  

Nella cultura culinaria nipponica vige la regola che di un animale non si butta via niente (un po' lo stesso concetto che è proprio da noi per il maiale). Quindi anche la pelle del pesce può essere servita come portata: cruda stile sashimi, oppure bollita e servita con la salsa ponzu, oppure grigliata o ancora fritta fino a renderla croccante, ottenendo il "fugu kawa senbei", che sembra si abbini perfettamente con una bella birra fredda. Inoltre la pelle di fugu contiene alti livelli di collagene, sostanza che notoriamente migliora l'aspetto, l'elasticità e la giovinezza della pelle, rendendola particolarmente popolare tra le donne. Hirezake  

Chiudiamo questa lista con una chicca dedicata ai veri temerari: l'hirezake è infatti una bevanda a base di fugu. Per prepararlo, una pinna di fugu abbrustolita è messa in una tazza di kanzake, cioè sake riscaldato e lasciata a macerare per alcuni minuti, in modo che il sapore del fugu impregni il liquore. Il risultato è una bevanda dal sapore profondamente affumicato e saporito. Pare che questo "cocktail" sia stato inventato dopo la seconda guerra mondiale, quando c'era molto sake di scarsa qualità sul mercato e quindi erano aggiunte le pinne di fugu così trattate per mascherare il cattivo gusto. Ora si trova solo in bar e ristoranti selezionati, più facilmente d'inverno. Avete mai provato il fugu? Se sì, com'era? Lo consigliereste? Se no, vorreste provarlo? Scriveteci le vostre impressioni nei commenti!

Articolo originale: Animeclick.it