Diario di viaggio 4: Estate Classic 2013

 

Fa segnare la cifra record di 23 partecipanti (16 ragazzi e 7 ragazze) il quarto viaggio in Giappone AnimeClick.it.  23 temerari che ad Agosto hanno voluto sfidare la torrida estate giapponese per visitare la terra dei nostri sogni.

4° viaggio in Giappone AnimeClick.it


 
Giovedì 15 Agosto
Ferragosto! Giorno di grigliate all’aperto, gite fuoriporta e partenze per il Giappone. E allora ecco i nostri 23 eroi, giunti a Fiumicino da ogni parte d’Italia, pronti a partire alla conquista del paese del Sol Levante (ma non prima di essersi sorbiti 12 ore di viaggio in cui alcuni sono riusciti, tra l’altro, a farsi riprendere dalle hostess perché disturbavano gli altri passeggeri. Siamo italiani, baby!)
 
Venerdì 16 Agosto
Si arriva a Tokyo molto presto, ma non si perde tempo: andiamo infatti subito a munirci di quello che diverrà il tormento(ne) della prima settimana, il Japan Rail Pass e saliamo subito sul treno, prima il Narita Express e poi lo Shinkansen verso Kyoto. È una giornata particolare a Kyoto: terminano le festività dell’obon con il Gozan no Okuribi (meglio conosciuto come Daimonji), il giorno in cui si crede che le anime dei defunti, venute a far visita ai propri cari durante l’obon, tornino nel mondo degli spiriti. Spiritualità a parte questo significa che i treni verso Kyoto sono particolarmente affollati. Nonostante ciò però, sia pure sparpagliati, riusciamo tutti a prenotare un posto a sedere sul treno. Arrivati a Kyoto nel primo pomeriggio ci sistemiamo in hotel e subito partiamo alla volta del Kyomizudera, il tempio dell’acqua pura. Sulla strada del ritorno ci fermiamo a fare una passeggiatina a Gion, il quartiere delle geishe. Non riusciamo a  trovare geishe o maiko da fotografare, qualcuno ci riuscirà poi nei giorni successivi, d’altronde non abbiamo tempo per aspettare: il daimonji incombe.
I giapponesi guardano tipicamente il daimonji dalle rive del fiume Kamo (che in questo periodo è anche in secca dato che fa caldo e non piove da parecchio tempo). Il miglior punto di osservazione è Demachi-Yanagi, ma è anche il punto in cui tutta Kyoto si raduna per vedere lo spettacolo. Forse non è troppo consigliato per un gruppo numeroso e si potrebbe ripiegare per qualche posto più tranquillo. Ok, dove andiamo? Demachi-Yanagi ovviamente, che domande! Nessun problema ad arrivarci in metro, il posto è affolato come previsto e si fatica a trovare un sasso libero nel letto del fiume per vedere il daimonji. Alle 8 puntualissimi i fuochi cominciano ad essere accesi sulle montagne ed è un vero spettacolo! I fuochi durano giusto 15 minuti, poi è tempo di tornare indietro. Ma con noi, anche i giapponesi vogliono tornare indietro. La folla è immensa e nonostante i poliziotti con il megafono che regolano il deflusso, finiamo sparpagliati.  Alla fine però riusciamo a ritrovarci tutti e 23 alla biglietteria nella stazione della metro. Gold achievement sbloccato: nessun disperso dopo il daimonji. Notevole!
Uno dei templi più belli e caratteristici di Kyoto con le stradine e i negozietti tipici, le stradine di Gion che evocano il Giappone dei tempi antichi e il festival del Daimonji nella folla di Kyoto: il first impact con il Giappone è subito devastante. Siamo già tutti stanchissimi, ma si va a dormire con gli occhi che brillano e il sorriso sulle labbra: Nippon ni Yokoso!


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Sabato 17 Agosto
Il secondo giorno è interamente dedicato alla città di Kyoto.
Si parte dal famoso Kinkakuji, il padiglione d’oro. Dopo due tentativi falliti (neve nel primo viaggio animeclick, pioggia nel secondo), il terzo è quello buono. In una splendida giornata di sole, il padiglione d’oro può essere fotografato in tutta la sua magnificenza. I kami giapponesi sembrano guardare con benevolenza questo gruppo, e la fortuna ci accompagnerà per tutto il viaggio. Si prosegue poi per il Ryoan-ji, famoso per il suo giardino Zen, e per il Ninna-ji, non prima però di aver fatto una sosta per rifocillarci. Una parte del gruppo si ferma a mangiare Gyudon e Unagi-don, un’altra parte può già assaggiare le famose Okonomiyaki e Yakisoba. Trascorriamo il pomeriggio ad Arashiyama, dove ci concediamo una lunga passeggiata dal ponte Togetsukyo, ai giardini del Tenryuji e quindi alla foresta dei bambu. A fine passeggiata merenda con cibo da strada: dango, taiyaki, granite, ecc. La serata è libera e ognuno va a caccia del suo cibo preferito tra Ramen, Curry e Tenpura.


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Domenica 18 Agosto
Meta inedita per i viaggi animeclick, ci si dirige a Iga-Ueno per una giornata a tema ninja. Non è lontano, ma per arrivarci occorre cambiare 4 treni alcuni dei quali è anche difficile definire come tali, data la presenza di un unico vagone. Arrivati a destinazione ci aspetta una bella sorpresa: a Iga-Ueno è giornata di matsuri! Dedichiamo la mattina al parco di Ueno (da non confondere con quello omonimo di Tokyo) dove visitiamo il Ninja Museum, il castello di Ueno e il Danjiri Kaikan, dove molti di noi faranno il cosplay da ninja. Il museo dei ninja ha diverse ricostruzioni di alloggi, trappole, passaggi segreti. Non è una residenza reale, ma è molto ludico. La parte più divertente sono senz’altro gli spettacoli che si susseguono uno ogni ora. Sono in giapponese, ma l’azione li rende tranquillamente godibili anche ad una platea che non parla una parola di giapponese.
Nel pomeriggio andiamo al matsuri dove cominciamo a divertirci con i cibi da bancarella più improbabili come mele caramellate o ciocco-banane, waffle,  karaage , yakisoba e chi più ne ha più metta e con i vari stand di giochi in cui è possibile vincere premi tra cui gli immancabili stand dei pesci rossi e del tiro a segno. A completare la trasformazione in giapponesi manca solo una maschera, la quale però costa mille yen che sono troppi in prospettiva futura (leggi: Akihabara).
 
Sulla via del ritorno ci fermiamo all’incantevole Fushimi Inari, tempio dedicato alle divinità del raccolto. Nonostante il caldo e l’umidità, nessuno rinuncia alla lunga passeggiata in montagna sotto le migliaia di tori rossi. Scelta che si rivela presto azzardata in quanto dopo i primi cinque minuti il gruppo si è già diviso in due tronconi, dopo un’ora rimangono solo gruppetti di cinque o sei persone e dopo circa tre ore i membri del gruppo occupano un’area che si estende dal tempio Inari fino alle camere dell’Hotel New Miyako di Kyoto. Lo spettacolo e l’atmosfera ci ripagano però ampiamente della grande fatica e il giorno dopo, al ritrovo mattutino, scopriamo di essere tornati tutti sani e salvi.
 

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Lunedì 19 Agosto
La visita ad Hiroshima e al suo parco e museo della pace è una tappa obbligata di ogni viaggio in Giappone e noi di animeclick non facciamo eccezione. Capire la Storia, anche quella recente, aiuta a capire un popolo e d’altronde gli eventi tragici di Hiroshima, e la distruzione nucleare hanno influenzato tantissimo anche la produzione anime e manga sin dagli anni 70/80. Emblematica a questo proposito la mostra su Gen di Hiroshima (Hadashi no Gen) con l’esposizione di tavole originali del fumetto che si teneva all’ interno del museo.
 
Nel pomeriggio c’è ampiamente il tempo di riprendersi con lo spirito andando a visitare l’isola sacra di Miyajima. Particolarità dell’isola sacra è che su quest’isola è vietato sia nascere (le donne incinta non sono ammesse) che morire (sull’isola non ci sono ospedali e una morte imprevista di qualcuno preannuncia una grande sventura secondo le credenze locali). Non sono sottoposti a questa regola i cervi dell’isola che si aggirano liberi tra i tanti turisti. Il luogo più famoso dell’isola è senz’altro il santuario di Itsukushima e il famoso Torii rosso in mezzo al mare, simbolo di tante cartoline del Giappone. Il torii è raggiungibile a piedi con la bassa marea ed è completamente circondato dall’acqua con l’alta marea. Solitamente in mezza giornata di visita all’isola è possibile riuscire a vedere solo una delle due fasi della marea, ma la fortuna di questo gruppo non si è smentita neanche stavolta, permettendoci di vederle entrambe. Arriviamo infatti appena in tempo per riuscire ad andare sotto al torii  e farsi le foto prima che salga la marea e lasciamo l’isola quando il torii è ormai in mezzo al mare: ma che fortuna sfacciata! Anche in questa giornata, sole e caldo non ci hanno mai lasciato.


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Martedì 20 Agosto
Giornata ancora dedicata ai cervi e all’antica capitale Nara. Si va tutti insieme a visitare il tempio Todaiji dove è presente la più grande statua in bronzo di Budda del Giappone, poi la mattinata è libera nel parco. Al Todaiji in molti cercano di passare lungo il passaggio ricostruito come la narice del Budda. Si dice che se si riesce a passare, si raggiungerà l’illuminazione nella prossima reincarnazione. Forse però il consiglio è di non provarci se la vostra stazza non è adatta.
Il pomeriggio è dedicato alla città di Osaka dove finalmente il gruppo può dare sfogo ai propri istinti primordiali e sfamare la propria fame di manga e anime. Si fa infatti visita al Mandarake di Umeda, uno dei negozi più grandi della famosa catena specializzata in manga, anime e annessi. La serata termina nell’eccentrica Dotonbori dove molti di noi riescono ad abbuffarsi di Takoyaki e di Okonomiyaki, mentre altri scoprono le sale giochi e si dedicano al passatempo tipicamente giapponese delle purikura. Il risultato è quello che vedete nella foto della gallery.


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Mercoledì 21 Agosto
Finalmente la mattina ci si può riposare un po’ (anche se una parte instancabile del gruppo si alza presto per tornare ancora all’Inari a comprare souvenir!) prima di ripartire destinazione Tokyo. Stavolta lo shinkansen è meno affollato e bastano due carrozze per riuscire a starci tutti. Il nostro albergo è a Ikebukuro, ci sistemiamo e ripartiamo subito alla volta di Odaiba, non prima però di essere stati salutati da un simpatico temporale con forte vento e pioggia che cadeva quasi orizzontale.
Ma nemmeno il maltempo può fermarci e ,dopo una guerra per accaparrarsi i posti migliori sulla monorotaia panoramica, arriviamo sull’isola artificiale da dove si può ammirare il rainbow bridge e lo skyline di Tokyo. Solo 100 metri più avanti visitiamo l’imponente statua (in scala 1:1) del Gundam. Spettacolare anche per chi non è fan. Ma è ora di riposarsi un po’ delle fatiche della prima parte del viaggio e così tra una foto alla statua della libertà e una sosta al distributore di Dr Pepper ci dirigiamo alle Oedo Onsen Monogatari. Purtroppo i tatuati del gruppo non vengono ammessi e, nonostante le discussioni, alcuni di noi devono dividersi.  Passiamo la serata a rilassarci nelle terme e a gironzolare in yukata nel villaggio ricostruito in stile epoca Edo e siamo così pronti ad affrontare Tokyo il giorno successivo.


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Giovedì 22 Agosto
Ci dirigiamo ad Asakusa, a far visita al tempio Sensoji e a far incetta di souvenir tra le mille bancarelle. Il pomeriggio è invece dedicato ad Akihabara, la mecca degli appassionati di manga e anime. Il pomeriggio ad Akihabara è libero e chi vuole trascorrere più tempo può rimanere e tornare in albergo in autonomia.  All’orario di raduno si conta un solo assente, uno di noi si è infatti scoperto avventuriero ed è partito in avanscoperta alla volta prima di Ikebukuro e poi di Shibuya.
La serata è proseguita a Shibuya dove ci siamo fermati a mangiare ad un izakaya. Il locale era abbastanza spazioso da contenerci tutti, ma anche molto pieno e i camerieri hanno fatto diversi disastri con gli ordini. Alla fine della serata non eravamo proprio così convinti di aver mangiato e bevuto a volontà così come ci era stato promesso dal buttadentro. Esperienza che comunque merita di essere fatta (magari una volta sola).


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Venerdì 23 Agosto
Mitaka, direzione museo Ghibli. Gli autobus per il museo sono piccoli, così dobbiamo andarci divisi in due gruppi. La nostra prenotazione è dalle 10 alle 12. Aspettiamo l’apertura (appunto alle 10) ed entriamo. All’interno ci godiamo il corto esclusivo del museo previsto per il periodo (un corto su dei bambini dell’asilo e una balena) e ci divertiamo a visitare la struttura. E no, purtroppo il gattobus è solo per i bambini ;_;
Trascorriamo il pomeriggio a Nakano Broadway, grosso centro commerciale pieno di negozi di manga e anime e con la sede del Mandarake più grande del Giappone.  
La serata è libera e molti di noi scelgono di trascorrerla a Shinjuku o di tornare ancora a Shibuya. La folla del venerdì sera è ben diversa da quella del giorno prima e l’atmosfera che si può respirare è un qualcosa di davvero unico.


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Sabato 24 Agosto
La più classica delle gite fuori porta ci porta a Kamakura, a visitare il tempio Kotokuin dove si trova una statua del Budda (seconda per dimensioni a quella di Nara) simbolo della forza di volontà del popolo giapponese. Il tempio è stato più volte distrutto da tifoni, alluvioni e bombardamenti, ma la statua è sempre rimasta lì sin dal 14° secolo. Per l’ora di pranzo siamo già ad Enoshima. Il tempo è ottimo nonostante le previsioni dessero pioggia, ma c’è vento e il mare è grosso. Ma questo significa che l’isola è affollata di surfisti (per la gioia delle ragazze del gruppo).
Il pomeriggio sull’isola è libero e l’isola stessa non è particolarmente piena di turisti (e quelli che ci sono, non sono occidentali). C’è il tempo di godersi tutte le attrazioni dell’isola e farci attaccare dai falchi mentre mangiamo il gelato (no, non è un battuta). In lontananza, nonostante la foschia e il periodo estivo poco adatto, riusciamo anche ad intravedere il Monte Fuji. Lucky.
La serata è ancora libera e ancora una volta ci si divide in gruppetti e si passa il sabato sera in giro per Tokyo con qualcuno che decide anche di rientrare direttamente la mattina successiva.


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Domenica 25 Agosto
Alla fine arriva anche la pioggia. Dura tutta la mattinata, ma offre refrigerio dalla terribile afa dei giorni precedenti. È il giorno del festival Yosakoi di Harajuku e non sono certo due gocce d’acqua a fermare i giapponesi. Prima del festival ne approfittiamo per visitare il tempio Meiji-Jingu e i negozietti di Takeshita Street tra cui un certo Evangelion store in cui qualcuno decide di lasciare un obolo nonostante i prezzi non proprio abbordabili. Con l’intera Omotesando chiusa al traffico per tutta la giornata, i vari gruppi di danza Yosakoi si susseguono a sfilare lungo la via. Il tempo si rasserena in tarda mattinata e questo ci permette di seguire il matsuri nel migliore dei modi.
La serata è ancora libera, ma è a mezzanotte e mezza che tutti aspettano l’evento clou. Si tiene infatti nella stanza 811 dell’ Hotel Metropolitan di Ikebukuro la tanto attesa serata Free in cui 20 persone (o meglio 19 più un unicorno) si riuniscono per denigrare e sputtanare quello che sarà in seguito definito da due giapponesi conosciute sull’aereo del ritorno come un “homo anime” . La serata è, nonostante il parere discordante di alcuni che avevano preferito la serata High School DxD per l’evidente maggiore profondità della trama, un successo e ancora non ci riusciamo a spiegare come non ci abbiano cacciati dall’albergo. xD
 

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Lunedì 26 Agosto
La giornata è libera, ma viene organizzato un karaoke pomeridiano. Grazie a Kenji, un amico giapponese che aveva già fatto la sua comparsa in altri viaggi di animeclick, riusciamo a trovare un karaoke a buon prezzo e con una vasta scelta di canzoni. Passiamo così due ore a cantare e a divertirci tra sigle di anime (tante) e brani di musica occidentale (ben due) Avremmo tanto voluto ballare la ending di Free, ma non era ancora disponibile. La presenza dell’unicorno e le luci da concerto comunque aiutano a creare l’atmosfera.
In serata ci si divide e si va a spasso da Ikebukuro. Una parte di noi finiscono nel Tora no ana sbagliato (quello per donne in cui l’unica cosa che vendono nel negozio sono manga “Boy Love”) e vengono guardati malissimo dalle donzelle locali presenti (che qui chiamano in modo dispregiativo “fujoshi”, ma che noi chiameremo “otakesse” per comodità). Per fortuna una gentile “otakessa” ci accompagna all’altra filiale della stessa catena. Altri non così fortunati , dopo essere entrati nel mandarake di Ikebukuro e averlo scoperto essere un covo di otakesse , sono costretti a battere in ritirata e a puntare verso un più sicuro animate, dove suscitano comunque la curiosità di altre otakesse  che si pongono domande sull’orientamento sessuale dei nostri eroi.
Per la cena una parte del gruppo si diletta con un kaiten sushi, un’altra parte va invece all’assalto di sua maestà lo yakiniku (formula tabehoudai ovvero “tutto a volontà”). Stavolta a fine serata la pancia è piena da scoppiare.


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Martedì 27 Agosto
L’ultimo giorno (libero) trascorre frenetico con la corsa agli ultimi acquisti. Alla fine siamo tutti pieni di roba da riportare in Italia e senza più soldi, ma felici. La sera giunge, da molti temuta, l’ora di fare le valigie: tra crisi depressive e richieste d’aiuto ai kami è una battaglia che mette a dura prova alcuni (soprattutto quelli con un bagaglio di 27 chili a fronte di un limite di 23). La mattina del 28 il limousine bus passa a prenderci in albergo per poi portarci all’aeroporto di Narita dove, non senza una lacrimuccia, lasciamo il Giappone per far ritorno in Italia.
 

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Considerazioni
Forse ho visto troppi anime ma mi aspettavo un Giappone meno occidentalizzato, non dico una roba in stile epoca Edo con samurai per le strade ma poco ci manca, ma la globalizzazione ormai ci spinge sempre più a omologarci. Il Giappone però alcune sue caratteristiche peculiari le mantiene:

  • il caldo: non che in Italia non faccia caldo, ma lì è davvero tremendo, fortuna che i giapponesi non sanno cosa sia il risparmio energetico e usano l’aria condizionata ovunque, dal konbini alla stazione ferroviaria (tutta!) al negozietto di souvenir;

 

  • la pulizia: in Giappone i cestini della spazzatura sono, salvo eccezioni nella stazioni ferroviarie, praticamente inesistenti. Nonostante questo non si vede una cartaccia per terra o una bottiglia buttata per strada. I bagni, che sono gratis ovunque, sono sempre puliti e non esistono muri imbrattati;

 

  • il rumore: il silenzio non esiste, tutto ha una sua voce dai semafori ai treni, dai negozi agli ascensori. Anche uscendo dalle città il frinire delle cicale è ovunque;

 

  • i giapponesi: sempre cordiali ed educati, rispettosi degli altri e, anche se spesso non capiscono l’ inglese, sempre disposti ad aiutare (o a provarci);

 

  • i mezzi pubblici: sono i migliori del mondo (e questo forse ne spiega il costo) sempre puntuali e con passaggi frequenti, puliti e silenziosi (i giapponesi parlano poco e a bassa voce, se poi ci aggiungi il divieto di parlare al cellulare sui treni il gioco è fatto) l’unico modo per renderli chiassosi sarebbe quello di mettere una comitiva di italiani, facciamo 23, su uno dei suddetti…

 

  • i matsuri: quella che da noi sarebbe una semplice sagra di paese prende tutto un altro significato quando sei in Giappone e la chiami matsuri. Non che il contenuto cambi molto ma andare in giro sgranocchiando una mela caramellata tra stand di yakisoba, karaage, takoyaki & co. è probabilmente il ricordo più bello di queste due settimane!

 

  • Akihabara: (volevate che facessi un resoconto sul Giappone omettendola?!?) è, come direbbero i francesi al Tour, un hors catégorie, fuori categoria, il paradiso dell’otaku e l’inferno del suo portafogli, ma almeno una volta merita di essere visitata!

 

Stray Dog