Il clima in Giappone: che tempo fa nell'arcipelago?

 

È arrivato il momento di partire e scatta la fatidica domanda: cosa metto in valigia? Farà caldo in questa stagione? Farà freddo? Pioverà? Prima di affrontare un viaggio che ci porterà dall'altra parte del globo, è utile informarsi sulle condizioni meteo previste in quel periodo dell'anno. E siccome qui si parla di Giappone, ecco a voi un excursus su cosa potete trovare lungo l'arcipelago nipponico (posso già svelarvi che la situazione è molto simile a quella che si può trovare lungo la penisola italica....).  

Il Sol Levante infatti forma un arco che si estende da nord-est a sud-ovest per circa 2.200 km, con una latitudine che va da 46º a 20º a Nord e una longitudine che va da 154º a 123º a Est. Costituito da 6.800 isole, le più grandi sono, da nord a sud, Hokkaido, Honshu, Shikoku e Kyushu. Benché il litorale sia molto esteso (30.000 km di coste non sono uno scherzo), la maggior parte del territorio è montagnoso, con tre quarti della superficie occupati da picchi la cui pendenza è superiore al 15% e le Alpi giapponesi occupano buona parte dell'isola di Honshu, la più grande dell'arcipelago.  

Possiamo suddividere il Giappone in sei grande zone climatiche, con all'estremo nord l'Hokkaido e il suo clima subartico e all'estremo sud Okinawa che invece si trova in una zona subtropicale. In inverno i venti freddi provenienti dalla Siberia, carichi di umidità, vanno a scontrarsi con le catene montuose che si trovano nella zona centrale del paese, dando luogo a fitte nevicate (fino a 6 metri di altezza!) e tanta pioggia in tutte le regioni che si affacciano sul Mar del Giappone. Per contro, i litorali che affacciano sull'Oceano Pacifico beneficiano di un inverno tutto sommato secco e soleggiato. Viceversa in estate, le coste pacifiche sono vittime di numerosi tifoni, mentre quelle verso il Mar del Giappone ne sono esentate.  

Scendendo nel particolare, possiamo definire le seguenti zone: 1a: Temperatura media invernale inferiore a 0°C con scarse precipitazioni annuali. 1b: Temperatura media a gennaio e febbraio inferiore a 0°C; forti piogge a settembre e durante i mesi invernali. 1c: Temperatura media durante l'anno superiore a 0° C. Abbondanti nevicate in inverno. 2: Forti precipitazioni nei mesi di giugno e luglio. 3: Precipitazioni costanti tutto l'anno, più accentuate durante i mesi di giugno e settembre. 4: Clima mite durante tutto l'anno con scarse precipitazioni.  

5a: Inverni molto rigidi, ma precipitazioni scarse, salvo che a settembre. 5b: Rispetto alla costa del Mar del Giappone che si trova alla stessa latitudine, le temperature sono più basse ma le nevicate meno abbondanti. 5c: Clima soleggiato e secco in inverno, mentre le piogge si concentrano a giugno e da settembre a ottobre. 5d: Grande escursione termica fra l'estate e l'inverno che è molto rigido ma con poca neve. 6a: Temperature sempre piuttosto elevate, scarse precipitazioni. 6b: Temperature sempre piuttosto elevate, con piogge concentrate a maggio e novembre. Per quello che riguarda le stagioni, sono equiparabili a quelle italiane, fatta eccezione per quella delle piogge (la cosiddetta tsuyu) che dura circa sei settimane, da giugno alla metà di luglio e che risparmia solo l'Hokkaido.  

È nota l'importanza che il susseguirsi delle stagioni riveste nella cultura nipponica, soprattutto l'arrivo della primavera, celebrato con l'hanami, ovvero la contemplazione dei ciliegi in fiore. In particolare, sulla costa pacifica, si assiste ad un curioso fenomeno: l'haru ichiban, il "primo vento di primavera", un forte vento che soffia da sud ad una velocità che può raggiungere gli 8 metri al secondo. Esso annuncia l'arrivo del "mare rosa", ovvero l'esplosione dei sakura che inizia a Okinawa a gennaio e termina a maggio in Hokkaido, dando vita al sakura zensen, ossia il "fronte dei ciliegi" che l'Agenzia meteorologica giapponese aggiorna costantemente in modo da dare previsioni dettagliate.  

Inoltre è seguendo proprio le stagioni che si effettua il koromogae, cioè il cambio di uniforme in scuole, aziende e uffici amministrativi: con il 1 giugno si indossa la divisa estiva, con il 1 ottobre quella invernale. La pratica ha origine molto antiche (risale al periodo Heian 794-1185) e si effettua anche nelle case private, dove scatta il cosiddetto "cambio degli armadi" che tanto spaventa anche le massaie italiane.... Il susseguirsi delle stagioni si può ritrovare in ogni ambito della cultura giapponese: dalla poesia alla prosa, dalla pittura alla cerimonia del tè, dall'ikebana alla cucina.  

Ma il clima inizia a fare le bizze anche in Giappone, complice il riscaldamento globale: le temperature estive sono sempre più alte tanto che nell'agosto del 2013 si sono registrati 41° a Shimanto, nella prefettura di Kochi ed è normale che durante i mesi più caldi si superino spesso i 30°. Inoltre si registrano piogge torrenziali, molto localizzate, brevi ma intense (più di 50 mm in un'ora).  

Per questo le autorità nipponiche stanno cercando di porre rimedio: nel 2005 il Ministero dell'Ambiente ha emanato una circolare detta "Cool Biz", rivolta alle aziende i cui lavoratori non hanno una divisa, invitandole a sollecitare i dipendenti a presentarsi al lavoro senza giacca, cravatta e con camicie a maniche corte, in modo da limitare l'uso dell'aria condizionata. Sempre con lo stesso intento, è abitudine tutta nipponica versare acqua sulle strade e nei giardini (uchimizu) per rinfrescare l'aria, oltre ad usare ventagli, persiane di bambù, tende anti-UV e collari refrigeranti. In altri casi si fanno crescere piante rampicanti, tra cui il Goya o melone amaro e l'asagao (o Bella di giorno) davanti alle finestre per creare una cortina verde che isola dal caldo esterno.  

Per l'inverno invece sono ancora poco diffusi sia l'isolamento termico che i doppi vetri, preferendo il kotatsu (tavolino riscaldato coperto da una trapunta), le stufette e cercando di sigillare gli spifferi con del nastro isolante apposito, venduto nei negozi "tutto a 100 yen". Ma per quanto si possa fare, lo stile di vita così vicino alla natura che ha caratterizzato per secoli l'esistenza dei giapponesi non esiste quasi più o è profondamente cambiato, a causa della massiccia cementificazione e urbanizzazione. Le previsioni della fioritura di pruni e ciliegi si fanno sempre più imprecise ed azzardate, a causa dei cambiamenti climatici, tanto che gli organizzatori dei vari festival e matsuri legati a questi periodi temono che prima o poi queste tradizioni millenarie possano sparire, minando alle fondamenta la stessa cultura nipponica.

Articolo originale: Animeclick.it